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Abito da qualche parte su questa minuscola sfera nuvolosa. In un pezzo di terra e rocce a forma di stivale, dove l'abitante medio è il furbetto che si lamenta se gli altri fanno i furbetti.

MirrorMoon EP & 140

MirrorMoon EP & 140
Jul
05
  • Posted by: Mc128k
  • Date: 2014-07-05
  • In:  Giochi
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Ecco altri due giochi platformer sperimentali su cui buttare un occhio. Ho sempre amato gli stili eleganti e minimalisti, che ho trovato in Antichamber, Darwinia, QUBE, Limbo e Dyad, ma questi li battono tutti.

Un gioco che non si concentra su una grafica estremamente sofisticata vuole comunicare spesso attraverso il gameplay, alcuni hanno significati più profondi, altri si concentrano praticamente solo sulla esperienza sensoriale.

MirrorMoon EP è un gioco strano. A dire il vero non lo trovo neanche un gioco, si può definire come un noioso passatempo, oppure un luogo per la meditazione, un motivo in più per evitare faccende domestiche o lavori più seri e importanti; ma non un gioco. Fondamentalmente non ha obiettivi, è solo pura esplorazione. Essendo molto di nicchia non ha gameplay e audio curatissimi, ma rende abbastanza bene il messaggio, immerge in un ambiente lontano e quasi concettuale (se si può usare un aggettivo simile per un ambiente), isola il giocatore dal mondo, e lo abbandona in balia del nulla.

Non esiste l’essere persi, perché lo si è in continuazione. Esiste la grafica purissima e immediata, esistono lo spazio e le infinite camminate su pianeti poligonali astratti.

Santa Ragione, il produttore (italiano!!) del gioco ha solo un altro prodotto completo, Fotonica, che a mio parere non vale la pena neppure di conoscerlo. Probabilmente si cimentano a sperimentare vari tipi di giochi astratti sperando che uno prima o poi uno gli venga bene.

Non credo che valga i soldi che chiede, ma graficamente è impeccabile ed essenziale, pulito e preciso. Un gioiello, se fosse appena più curato nei dettagli, il suo essere poco intuitivo lo rende appetibile per i masochisti gli amanti dei giochi di esplorazione, per me vale molto di grafica e poco di gameplay. Basta immergersi e poi il resto perde significato.

140, invece, è un gioco sviluppato da un gameplay designer di Playdead (quelli che hanno fatto Limbo, per intenderci), al contrario di MirrorMoon EP, risulta vivo e movimentato, si presenta come un semplice platformer classico (tipo un gioco flash che si trova sul web), ma ha in più una colonna sonora che lo rende unico nel suo genere. Costa circa come una app per iOS, è relativamente corto, ma immersivo, intrigante, curato, e dopo un po’ anche abbastanza difficile.

Grafica, suono e gameplay ridotti all’osso si fondono, fino a diventare una sola cosa. Tutto è centrato sui suoni (o musica, se conosci il genere Techno), che corrispondono con il movimento degli elementi e gli spostamenti del giocatore. Il forte ritmo accompagna in modo eccezionale il giocatore lungo il percorso caratterizzato da un ambiente essenziale e psichedelico. I concetti di gioco sono semplici e chiari, abbastanza da poter spegnere il sistema nervoso centrale e giocare di soli riflessi. Immergersi in questo mondo, con un buon paio di casse, è una esperienza strabiliante.

Due giochi perfetti da fare quando si è talmente annoiati da voler provare qualcosa di nuovo.

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