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Abito da qualche parte su questa minuscola sfera nuvolosa. In un pezzo di terra e rocce a forma di stivale, dove l'abitante medio è il furbetto che si lamenta se gli altri fanno i furbetti.

The Talos Principle

The Talos Principle
Dec
30
  • Posted by: Mc128k
  • Date: 2014-12-30
  • In:  Giochi
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Ho sempre avuto il debole per i giochi puzzle. E masturbarmi i neuroni con inutili idee filosofiche.

Solitamente ad una persona piace quello che già conosce, e tendenzialmente non cambierà mai opinioni e gusti, posso applicare la regola a me stesso e vedere come alla fine i giochi che faccio si somigliano tutti, e parlo di FEZ, Antichamber, The Swapper, The Incredible Machine, Portal, Braid, e altri meno importanti. Non sono di certo tutti i giochi che mi piacciono, solo una selezione, ma sicuramente sono i migliori, quelli che mi hanno consumato più tempo, che mi hanno veramente catturato.

E oggi se ne aggiunge uno alla lista. Un lavoro maestoso, curato nei minimi dettagli, originale e intrigante al punto di farmi rimettere automaticamente in discussione le mie sfondate idee filosofiche. Se non altro mi ha fatto produrre più domande che risposte (ma era ovvio), confermando sempre di più un modo di vedere noi e quello che facciamo come un aggrovigliato patchwork di istinti, conseguenze, difetti, selezioni, assurdità, che segue concetti astratti per ragioni concrete. Una macchina complessa non può essere interamente visualizzata da una macchina sensibilmente meno complessa, come un essere umano non può capire completamente come funziona un computer, dallo studio dell’astrazione delle GUI alle giunzioni P-N, allora mi sembra difficile che si possa capire cosa dobbiamo fare in questo stramaledetto granello di polvere nell’universo.

Ci sono teorie, ci sono spiegazioni, concetti che si collegano, motivi per fare, che all’inizio sembrano avere un senso, poi man mano che si uniscono questo viene a mancare, come se si ricostruisse un puzzle che sarebbe più comprensibile se fosse in disordine. Non ha senso rispondere, eppure continuiamo a riempirci di paradossi e false risposte (non è filosofare questo?). Va avanti quello che funziona, questa è l’unica cosa che sembra avere un senso.

Non ho idea se i produttori volessero confondere di più le idee ai giocatori ponendo risposte da scegliere principalmente fallate e facendo arrivare ad una unica conclusione, oppure esiste un modo alternativo per arrivare lo stesso al momento in cui conta la propria scelta. All’inizio dio creò l’uomo, ma dio stesso poteva sbagliare, il serpente può impazzire, la fine dell’eden è inevitabile, vero e falso sono relativi, si morde la mela per curiosità e non per disobbedienza, perché è scritto dentro, è predisposto, tutto diventa una conseguenza.

Smetto di descrivere la trama per non rovinarlo, bisogna provare, si va a fiducia, se ti piacciono i puzzle e i giochi che fanno casino in testa, per “The Talos Principle” saranno soldi ben spesi.

Inoltre le ambientazioni sono da rifarsi gli occhi.

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