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Abito da qualche parte su questa minuscola sfera nuvolosa. In un pezzo di terra e rocce a forma di stivale, dove l'abitante medio è il furbetto che si lamenta se gli altri fanno i furbetti.

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Nessuno. Un insignificante punto nell’universo.
Un insieme di atomi, una serie di conseguenze. Un cervello custodito dentro un giovane essere umano maschio che passa la sua esistenza sulla crosta di questo pianeta, un ammasso di proteine, lipidi e molecole complesse che si sposta nello spaziotempo per una serie infinita di riflessi che chiamiamo “vita”.

Vivo a casa da tempo, occupo il mio tempo a respirare, dormire, studiare informatica, programmazione, configurazione server, gestione reti, filosofia fatta in casa. Studente universitario e libero professionista. Ex impiegato di un negozio di informatica, ho mollato un lavoro sicuro, tranquillo, ben pagato e noioso per ragioni praticamente folli.

Nel poco tempo libero che mi rimane sperimento con i miei server, studio, sperimento con hackintosh, seguo alcuni progetti e siti, sviluppo database e tengo organizzati 15TB di fileserver. Altre attività sono praticamente trascurabili, per essere un pazzo sociopatico interagisco anche troppo con le altre persone. Meno penso a quanto sia marcio e squilibrato questo mondo, meglio sto. Ancora non so di preciso perché ho fatto questo sito, e non ho intenzione di chiedermelo.

Rincorrere i soldi, attività comune a tutti gli automi a me simili, non è il mio scopo. Faccio quello che mi piace, finché posso. Continuo a lavorare per alcuni clienti per continuare ad essere completamente autonomo dal punto di vista economico, mentre affogo negli studi. Non potrei chiedere niente di meglio dalla vita (mi adatto per apprezzarlo).

Dopo diverse ore, perse irrimediabilmente nel crogiolarmi su stupide e sfondate idee filosofiche, ho deciso che non ho uno scopo definito nella mia esistenza, e che non mi serve capirlo dato che praticamente è solo una astrazione umana per approssimare la nostra visione della realtà. La vita è un viaggio dove non è importante la meta. Non si fanno punti e non si può sbagliare. Se perdi non te ne accorgi. Non si può universalmente sbagliare come non si può fare qualcosa di universalmente giusto, sono concetti impalpabili e sfuggevoli, neanche comparandosi a qualcun altro, dato che non si possono prevedere le infinite propagazioni delle conseguenze, si può al massimo scegliere un proprio criterio per definire come si vuole essere, e seguire questo criterio. Il successo diventa soggettivo, e la rigida evoluzione naturale farà il resto. (però basta seghe mentali ora)

Ho una spiccata tendenza a pormi problemi e a riflettere su tutto quello che vedo, mi sembra di possedere una maniera di vedere la realtà da più punti di vista di quelli che mostrano di avere gli altri; vorrei poter entrare nella testa di qualcuno al di fuori di me per verificare se è vero (anche se pensare come qualcun altro implica essere qualcun altro, a logica). Per ogni cosa ci sono da notare infinite sfaccettature che singolarmente influiscono nella interpretazione approssimativa che costruiamo principalmente basandoci su pregiudizi e incomplete interpretazioni soggettive. Combatto e vengo condizionato in continuazione da idee preesistenti, suggestioni, errori di percezione, illusioni, regole che mi sono state insegnate, istinti innati. La razionalità sembra essere un aspetto inesistente del nostro ragionamento e, come un religioso con il proprio dio, io la cerco inutilmente, cercando di creare ordine partendo dal caos. Ovviamente fallisco in continuazione, credendo di migliorare ogni giorno ma rimanendo effettivamente lo stesso da anni.

Non penso come gli altri, tendo ad isolarmi e a ragionare di testa mia (o a illudermi stupidamente di farlo), andando spesso nella direzione opposta di chi mi sta intorno. Vivere a stretto contatto con le macchine mi porta ad essere simile a chi le ha progettate, il mio stato di isolamento sociale sembra dimostrarlo. Non ho le abitudini e i gusti di un comune ragazzo della mia età, non mi piace praticamente niente di quello che agli altri piace e viceversa. Non comprendo. Non comprendono. Ovviamente.

Non dovrebbero servire altre informazioni, tengo il meglio per chi mi conosce nel mondo reale  ; )

 

 

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A volte nascondere fa bene, a te come agli altri. Non sai quindi non ti preoccupi, non vedi quindi non esiste. Tutti hanno paura di ciò che è diverso. Per protezione, per stupidità.